31 maggio 2008

1 giugno

1 giugno
di ritorno dallo spettacolo, e hai fatto anche questa, alè, le figure di merda diventano internazionali.
Ma è stato facile, quasi più semplice, più spontaneo.
Un sorriso nel publico, e ti tremano le gambe.
Il bianco gli dona, decisamente.
Che fai? che farai? parlerai?
Non so ancora che rispondere a queste domande..
"Domani comincia la "guerra" " ottima scusa, per rimandarne le risposte.
Concentrazione zero.
Voglia di tornare a casa, voglia di restare, voglia di partire ancora più lontano.
Viva l'incoerenza e già che ci siamo viva l'ironia, sana e genuina.
Ti manca, cerchi ma non c'è, la senti stranamente inpresente, e ho la brutta sensazione che non ci sarà neanche un domani.
E i giorni passano, la marea cambia, e le persone con lei.
E più sei lontano, più le persone cambiano.
E te?
Ti fai travolgere.

19 maggio 2008

Delirio al film festival

Eccoci, stesso posto, stessa storia, stesse ora. Gente che entra che esce che ride che scherza che piange che esulta che salta che urla. Da questo angolino illuminato in un alone nero, se ne possono vedere di tutti i colori. Un punto statico in una centrifuga in movimento, una voragine di persone in continuo affanno. Delirio allo stato puro. Cos’è? Una macchia nera rombante. Chi c’è? Arriva! Corri! Più veloce. Attento. Permesso, mi scusi. Eccomi, eccomi arrivo.


FLASH.


18 aprile 2008

Noi due.

Lo so, cerco di combattermi ma non ci riesco, sono una piaga, lo so è vero. Mi sto tremendamente sulle palle quando faccio questo genere di pensieri, quando agisco in questo modo, in questo momento stesso che mi ritrovo a scrivere su un fottutissimo foglio virtuale quello che mi passa per la mente. Penso mi avessi come amica, mi sarei già mandata a cacare più volte.

Vorrei riuscire a provare meno cose di quelle che provo, vorrei essere meno sensibile, e meno buona, non è falsa modestia, ma la verità, perché per quanto possa sembrare assurdo, non sono pregi, ma difetti. Ti rendono debole, vulnerabile, assillante, possessiva, egoista, petulante, semplicemente insopportabile. Ecco, che cos’è?, cercare di sentirti dire che non è vero? No, non me ne frega niente. Non voglio sentirmi dire che non è vero, vorrei sentirmi dire che è vero, e poter trovare un modo per cambiare.

Mi sembra sempre di non riuscire a farmi capire, di non riuscire a trasmettere abbastanza quello che veramente provo, senza pensare che certe cose vanno lasciate dentro, e che non tutto può essere spiegato. Che una parte di te deve e vuole restare in te. Vorrei imparare a contenermi. Vorrei poter essere sentimentalmente indipendente. Che di per se non vuol dire niente, ma che per me vuol dire tutto. Vorrei poter non attaccarmi morbosamente alla gente fino a farmi respingere. Vorrei poter resistere alla tentazione di premere invio di fronte a un futile messaggio. Che di certo non cambierà le cose. Mi rendo conto di essere estremamente egoista, di ricercare affetto per stare bene, di dare affetto perché mi fa stare bene. Perché dire un ti voglio bene sincero e pensare che dall’altra parte la persona che lo riceve, accennerà anche un minimo sorriso, mi fa stare bene.

E tutti pensano che partire, mi abbia reso forte. Mi abbia fatto crescere, mi abbia reso indipendente. Eppure io mi sento piccola, come una bambina che si è persa e non sa come fare a tornare a casa. Mi sento estremamente più dipendente di prima, da cose e persone, diverse magari. Mi son creata una maschera, mi sono auto convinta io stessa di essere forte, di potercela fare. E per carità ce la faccio. Ma dentro di me, c’è una parte che “soffre”. Che pensa a tutti i sacrifici che ho fatto, che si ricorda di tutti quei momenti dove avrei avuto bisogno di una persona cara al mio fianco, quei momenti che avrei voluto parlare, scambiare un sorriso, sfogarmi e sentirsi confidare, e non c’è stata. Ero io. Ero e sono io la persona al mio fianco, ma ogni tanto la mia testa non ce la fa, troppi conflitti, ‘sti pensieri fanno proprio a cazzotti. E quindi, sì, yeah, evai!, scriviamo parole e parole senza un ordine logico, una sintassi sensata. Chissenefrega. E come al solito tanto non basta. Neanche scrivendo riesco a tirar fuori tutto quello che è chiuso tra cuore e mente.

E quindi vaffanculo, isa, vaffanculo. E ringrazia il cielo di avere vicine, anche se lontane, persone che ti sopportano e ti vogliono bene, così come sei, che non è poco. Domani te ne riparti, coda fra le gambe e vai, e zitta. E spera che riesca in fretta a risvegliarsi quella parte di te che crede in quello che stai facendo e ne accetta i sacrifici, perché ora come ora proprio non ci siamo. E ste lacrime avrebbero anche rotto di scendere. Cosa mi manca? Coccole, tante coccole, un’infinita voglia di coccole, che non riesco a domandare. Quel contatto fisico genuino che riesce a riempirti il cuore, più delle parole.




Mi scuso per le ripetute ripetizioni:D e per quest’intervento, più insulto all’italiano del solito, ma è frutto di un’irrazionale istinto notturno.



"Prima accetti che le cose non ritorneranno più come una volta...prima comincerai a vivere..."

15 aprile 2008

"Il tempo vola e, prima che tu possa aggrapparlo, è già alto..lontano".

24 marzo 2008

O'mamma che tristessa-.- sto blogge è veramente triste, pieno di interventi insensati e senza senso (tendasd), un po' come questo :D

Si avverte la gentile clientela che il soggetto in questione è momentaneamente:

- schizzofrenico
- lunatico
- morboso
- possessivo
- positivamente egoista
- invidioso
- aggressivo con punte di violenza acuta
- fisicamente depresso
- mentalmente instabile

Vi consigliamo di tenere le distanze di sicurezza.

Ah, è meno insensato di quanto si possa credere <_<


And, all I want is for you to be happy
And, take this moment to make you my family
And, finally you have found something perfect
And, finally you have found…

28 febbraio 2008

Io, giuro, c'ho provato

E’ qualcosa che cresce dentro. Piano, piano, in un meschino e tacito silenzio qualcosa cambia, e quando te ne accorgi è ormai troppo tardi. Diventa più forte di te. Ho provato a contrastarlo, ma è ormai tardi. Combatte con armi più forte delle mie. Rimani indifeso.

Giuro ci ho provato, ma è più forte, è più forte di me. Riesce a farmi essere impotente davanti a lui, con il suo ghigno vittorioso, mi divora. Non si lascia raccontare, ti strappa le parole prima ancora che tu possa riuscire a pronunciarle, a scriverle. E’ riuscito a creare un muro invisibile, ne sono prigioniera, e riesce incredibilmente a farmene sentire proprietaria. Proprietaria del mio silenzio. Come fosse un canto muto che urlo al vento. Rimarrà chiuso in me, e continuerà a giocare le sue battaglie, puntualmente, ogni volta che cercherò di schierarmi contro.

Ma io davvero c’ho provato.

26 febbraio 2008

Mellow

E’ veramente incredibile come possano cambiare le cose. Come a l’improvviso la ruota giri. Rimani spiazzata. Un giorno ti svegli di buon mattino con il sorriso stampato in viso. E la sera ti addormenti con le lacrime agli occhi. È incredibile come in un attimo le cose cambino, e ti rendi conto che forse non conoscevi quelle persone come pensavi che fosse. Che in realtà conosci solo una delle mille sfumature del loro carattere. Le altre ti sono ignote e le scopri piano piano, delusione dopo delusione. Quando sei amico di qualcuno vedi solo il meglio di questa persona, tutto il resto è messo in ombra. Poi, con il passare del tempo, le cose cambiano, le cose in ombra vengono alla luce e ti inizi a chiedere se quelle persone sono veramente degli amici. Certo, forse sei te che stai cambiando, forse sono le tue ombre che smascheri, ma lo sconforto rimane tanto. Perché ci avevi creduto in quelle persone, avevi creduto in quei sentimenti reciproci. Troppo. Come sempre. Perché ti lasci condurre da l’ingenuità? Perché le cose più evidenti si nascondono alla tua vista? Sveglia, basta dormire. Il mondo è crudele e meschino. E che tu lo voglia o no, devi imparare a prenderne parte, a muovere i tuoi passi, a creare una tua tattica. La tua vita è una pedina di un gioco in scatola. Solo tu puoi determinarne la vittoria. Lancia i dadi, e buona fortuna.